I saldi tanto attesi…

Quale significato ha per una donna la parola “SALDI”?

Sono trascorsi già sette anni: era il 2011 quando i saldi rappresentavano per me una gioia infinita.   Non amavo spendere tanto o andare alla rincorsa di abiti firmati o alla sfrenata ricerca di abiti d’alta moda a prezzi scontati, no no.
Per me i saldi rappresentavano qualcosa in più, erano la motivazione, l’incentivo ad acquistare per me qualcosa di speciale, qualcosa che potesse mettere in risalto le mie belle forme, quelle curve che ogni giorno, osservando allo specchio, accendevano sul mio volto un sorriso e che infiammavano di desiderio lo sguardo del mio compagno, provocando un crescendo di emozioni e scosse elettriche nel cervello. Diciamoci la verità: esiste una donna che non ama essere desiderata?
Beh, io amo essere desiderata, mi fa sentire donna, mi fa innamorare ogni giorno di me. Sono una donna, una donna che ama far emergere la sua femminilità.
Ecco perché la parola “saldi” significava per me la possibilità di scoprire qualcosa di semplicemente unico, che mi rendesse speciale, qualcosa che appena indossato facesse sorgere spontanea la domanda:
“Amore ma è nuovo questo vestitino?”
“Si amore è nuovo, ti piace?”
“Stai benissimo!”
Quell’affermazione, “Stai benissimo” , mi faceva svenire, perdere i sensi, sciogliere come un gelato lasciato al sole, mi piaceva così tanto che potevo perdere la cognizione di chi fossi, mi piaceva a tal punto che avrei abbandonato all’istante qualunque attività stessi svolgendo per lanciarmi inesorabilmente nelle sue braccia.
Bello, bellissimo.

a
Una bella favola, sì, che è durata fino al compimento del mio 37ˆ compleanno.
Sì, i miei bellissimi 37 anni hanno cominciato a condizionare inevitabilmente il mio metabolismo che si è rallentato bruscamente, un po’ come si fa quando si vede attraversare un gatto nero per la strada. Fino ad allora era stato semplice eliminare in fretta i 2 kg messi su nei momenti di tristezza, in cui tentavo di consolarmi immergendomi in una vaschetta di gelato, o nei momenti festaioli in cui potevo apprezzare più di un cocktail alla volta. Ora non è più così semplice. La prima cellulite poi… è stato un duro colpo da smaltire.
Da quel momento in poi è iniziata la mia corsa alla ricerca costante della giusta dieta, dello sport più corretto al mio fisico e alle mie necessità, ma era impossibile per me da sopportare.
Ero abituata troppo bene, ero troppo comoda per decidere di punto in bianco di modificare le mie consuetudini.
Ho provato di tutto: diete “miracolose”, diete iniziate e mai finite, iscrizione in palestra (mai vista); ho provato pilates, yoga, personal trainer, ma niente ero troppo pigra, non ero abituata alle restrizioni, il sacrificio non mi si addiceva.
Per un anno ho sperimentato di tutto, diete, nutrizionisti, prodotti innovativi, ma i miei cari 5 kg andavano via e ritornavano in fretta.
Avevo perso il mio sorriso smagliante, gli specchi non erano più miei amici e i saldi erano un brutto ricordo.
Il rapporto con il mio compagno rimaneva ottimo ma io ero cambiata, non ero più quella ragazzina che amava sfilare davanti a lui senza pudore, attirando la sua attenzione, stuzzicando le sue

voglie, non ero più quella che adorava indossare qualsiasi vestitino o pantaloncino corto, non lo ero più, non ero più io.
Finché un giorno mi sono fermata davanti allo specchio e ho cominciato a parlare con me stessa:
“Bene, sei una bella donna, intelligente, hai tutto ciò che vuoi, sei amata e adorata, allora cosa ti blocca nel cercare di metterti in forma e ritrovare il tuo benessere?”
Era questo di cui avevo bisogno: fare pace con me stessa.
Con la nuova me ho deciso di intraprendere le azioni giuste per ritornare in forma e riprendere la mia linea perfetta tanto agognata.
E così è stato!
Ho iniziato un programma alimentare che mi ha insegnato a mangiare sano, senza rinunce e senza parlare di diete.
Ho conosciuto un gruppo di donne, donne forti che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco e ritrovare se stesse.
Queste donne e la loro forza, le loro informazioni e le loro esperienze di vita mi hanno ridato la fiducia, mi hanno fato prendere consapevolezza del fatto che, volendo o nolendo, il corpo cambia e che, a volte, avere una taglia 40 non significa avere la forma perfetta. Ho capito che anche una 42/44 possono essere perfette mantenendomi rassodata e sana, mi hanno insegnato a sorridere alla vita e a dare il mio meglio di me stessa.
Mi hanno insegnato che la bilancia non è il metro di misura per la propria soddisfazione ma è il modo in cui ci si guarda allo specchio a fare la differenza.
Mi hanno insegnato che non dovevo per forza andare in palestra per ritornare in forma e nemmeno mettere da parte il piacere del cibo: hanno condiviso con me i loro segreti.
In poco tempo sono tornata ad avere una 42 e ho ritrovato il mio sorriso, ho potuto scorgere nuovamente lo stesso sguardo desideroso di sette anni fa sul volto del mio compagno, ho recuperato la gioia di guardarmi allo specchio e soprattutto ho riscoperto la voglia di approfittare dei saldi e regalami felicità e ottimismo.
Ho capito finalmente perché il loro nome è: “Il Successo è Donna – Curve Perfette”

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: