STORIA DI UNA BAMBINA GRASSA

A cura di Sabrina Codeluppi

 

 

Ci sono notizie di cronaca che non ci toccano o che assimiliamo senza fare una piega, poi ce ne sono altre che ci riportano al passato e ci fanno male come delle lame taglienti…

 

Oggi al telegiornale parlavano di bullismo e raccontavano di questa ragazzina che si è suicidata perché gli amici la prendevano in giro per il suo essere “grassa” e questo mi ha riportato al passato quando la vittima di ciò ero io!

 

 

Nella vita, fino ai 18 anni, ho sempre avuto due certezze: una di essere strana, l’altra di essere grassa. Sono stata una ragazzina e una bambina bullizzata…da sempre.

 

 

Alle elementari quella che pensavo essere la mia “amichetta” in realtà si divertiva ad istigare i maschietti a prendermi in giro: l’ora di ginnastica era la peggiore, venivo derisa e a volte scappava anche qualche calcio.

 

Ero grassa, brutta, e sfigata.

 

Così è come mi facevano sentire.

 

La verità è che ad un certo punto – forse – mi sarei presa per il culo anche io.

 

Alle superiori la situazione è stata in caduta libera, mi ero infatuata del bello dell’altra classe: un anno in più, brillante e simpatico… con gli altri, non certo con me!

 

Ricordo ancora che quando ha capito che avevo una cotta per lui si è messo a prendermi in giro con il suo amico e li mi sarei voluta sotterrare.

 

Tutto questo mi ha reso così triste e grassa da toccare la bellezza di 104 kg… obesa.

 

Poi finalmente ho iniziato ad amarmi, ho iniziato a non indossare più maglie di 6 taglie più grandi e ho trovato un ragazzo adorabile!

 

 

 

Ma quella ragazza bambina che tutti additavano, quella strana che si faceva un po i fatti suoi perché sognava altre cose rispetto alla massa è ancora qui, dentro. Perché alcune ferite ci mettono più di quanto pensiamo ad andare via, ogni tanto ti rimane un’eco, come quando ti rompi una caviglia e anche dopo anni quando piove senti il dolore. Anche se su quelle caviglie ora ci giri il mondo.

E tu invece che sei una vittima come lo sono stata io, datti quella famosa pacca sulla spalla e sappi che ce la farai!

Ora penso a quelle persone e mi chiedo se leggendo queste parole si sentirebbero un po stronzi?

 

Ripenso a quel ragazzo di cui mi ero infatuata che ora è ingrassato 15 kg e non ha fatto nulla della sua vita, cosa pensa di me oggi e di lui ieri?

 

Io ora sono una #Donna felice, una che tornerebbe volentieri indietro nel tempo per dare una pacca sulla spalla alla me bambina e dirle

 

“tranquilla, andrà tutto beneEcco mangia giusto un paio di schifezze in meno, ma andrà tutto bene, ce la farai“.

 

Questa non è una storiella del cavolo inventata, questa è una parte della mia vita e le persone che mi conoscono leggono le cicatrici che tutto questo mi ha portato. Quindi tu che leggi e sei un bulletto del cavolo pensaci bene prima di offendere qualcun’altro, ogni parola lascia un segno…

 

E tu invece che sei una vittima come lo sono stata io, datti quella famosa pacca sulla spalla e sappi che ce la farai!

 

 

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